Analisi economica del diritto

Analisi economica del diritto (in inglese Law and economics o Economic Analysis of Law) è il termine usato abitualmente per indicare gli studi interdisciplinari di diritto e discipline economiche che hanno come oggetto di indagine l'analisi economica delle norme giuridiche sia sotto il profilo positivo che normativo.

 

Più in particolare, secondo la prospettiva dell'Analisi economica, i problemi giuridici debbono essere analizzati e risolti attraverso una comparazione tra i diversi gradi d'efficienza economica delle molteplici soluzioni ipotizzabili. Da questo confronto, effettuato con modalità analitiche “prese a prestito” dalla scienza economica (in particolare, dalla Microeconomia), emergerà la scelta più efficiente, ossia quella in grado di garantire a ciascun soggetto coinvolto il maggior numero possibile di vantaggi.

 

L'analisi economica del diritto si divide in due sottocampi, l'analisi positiva (o descrittiva) e l'analisi normativa (o prescrittiva). Ma gran parte delle analisi presentano congiuntamente i due aspetti.

 

Analisi positiva

 

L'analisi positiva si concentra sul tentativo di prevedere gli effetti delle diverse regole giuridiche e di comprendere quali potrebbero essere le conseguenze di differenti scelte normative applicate ai medesimi problemi. Per esempio, nel campo degli illeciti civili, si confrontano i diversi effetti che potrebbero avere norme improntate alla responsabilità oggettiva da altre incentrate sul dolo e sulla colpa.

 

Analisi normativa

 

L'analisi normativa compie un passo avanti rispetto alla precedente. Questo tipo di analisi intende suggerire la soluzione più efficiente per i diversi problemi ai vari attori del diritto, dal legislatore intento a regolare la fattispecie astratta fino al giudice alle prese con il caso concreto.

 

L'efficienza

 

Il concetto chiave, come già detto, è sempre quello di "efficienza". Mentre l'analisi positiva si concentra sull'aspetto statico (una norma è efficiente o meno), quella normativa sviluppa il problema da un punto di vista dinamico, chiedendosi quale possa essere la regola più efficiente e consigliabile. Preliminarmente, occorre chiedersi quando una norma sia efficiente. Una prima definizione viene dal cosiddetto "ottimo paretiano" (o efficienza paretiana). Semplificando al massimo, secondo l'economista italiano Vilfredo Pareto, il sistema economico più efficiente è quello che realizza un'allocazione di risorse tale per cui non sia possibile migliorare ulteriormente la condizione di un individuo senza peggiorare quella di un altro. Una versione dell'efficienza paretiana prende il nome di efficienza di Kaldor-Hicks, dal nome degli economisti che l'hanno declinata. Essa si basa sull'idea che una data configurazione sociale di risorse, cui si giunge attraverso mutamenti allocativi che privilegiano taluni a danno di altri, può dirsi efficiente se essa consente un opportuno trasferimento di risorse in modo da garantire ex post una configurazione efficiente nel senso di Pareto

 

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